Rappresentativa dei dipinti pittorici a carattere sacro della produzione di Van Dyck è la tela L'imperatore Teodosio e sant'Ambrogio del 1619-20.
A partire dal 1617, Van Dyck lavorò a stretto contatto con Pieter Paul Rubens, di cui divenne allievo, abbandonando la sua bottega autonoma.
Durante la sua permanenza a Londra, Van Dyck ritrasse numerosi personaggi della corte e della piccola nobiltà, ma anche membri della famiglia reale.
Nell'ottobre del 1620, quando aveva ventuno anni, Van Dyck si trasferì a Londra, presso la corte del re d'Inghilterra Giacomo I.
I primi contatti fra Rubens ed il giovane Van Dyck risalgono al 1615, quando Antoon aveva aperto una bottega personale.
Bellori si espresse in questo modo sul periodo inglese di Van Dyck: Tuttavia, nel 1634, per circa un anno, Van Dyck decise di trasferirsi ad Anversa e a Bruxelles, per far visita alla famiglia.
Oltre ai ritratti di personaggi aristocratici, Van Dyck ritrasse anche amici artisti, come l'incisore Karel de Mallery, il musicista Henricus Liberti ed il pittore Marin Rijckaert.
Van Dyck fu soprattutto ritrattista; ma non vanno dimenticati i suoi lavori di carattere religioso e mitologico.
