Vicino ad esso, alla parete verso il monastero, era una grata dalla quale le clarisse ricevevano la comunione, e dietro l'altare maggiore era sita la sacrestia, assai angusta e dove era sito il sepolcro della fondatrice Francesca Sanframondi.
De Bellis si mise allora in contatto con il conte Marzio Carafa e con l'assenso della Congregazione dei Vescovi si convenne di trasferire le monache nel monastero dell'ospedale di Maddaloni.
Secondo il Pescitelli tale doveva essere stato l'edificio dalla sua fondazione alla fine del XVI secolo, senza grandi modifiche strutturali .
Marioni alla risoluzione di tale problematica dopo aver ricevuto una lettera, a firma delle suore clarisse, che chiedeva di aumentare il numero massimo di suore di tre unità.
Il monastero delle Clarisse Urbaniste di Cerreto Sannita venne fondato da Francesca Sanframondi, vedova di Pietro de Cadenet, collaterale e ciambellana della regina Giovanna I di Napoli.
Prospiciente il complesso era una piazza sulla quale si affacciavano anche le rispettive chiese intitolate a Santa Maria Madre di Dio ed a Sant'Antonio di Padova.
